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COS’E’ LA PERFEZIONE?

Siamo sempre troppo basse, troppo alte, magre o grasse, il seno è piccolo o troppo grande e i capelli non sono mai del colore o dell’onda giusta. Colpiamo i nostri corpi con frecciatine e li accusiamo di non essere abbastanza questo o quello. Ero con voi su questa altalena, fino al giorno in cui mi sono concessa il bene di essere me stessa. Cosa ho fatto? Mi sono guardata con attenzione concentrandomi su ciò che di bello vedevo e ho visto, finalmente, dopo tanto tempo.

Le mie mani sono belle, potenti, afferrano, creano cose meravigliose, accarezzano e virtualmente le vedo catturare concetti nell’astratto, la mia voce sa come abbracciare e determinare essendo le mie labbra sempre vicine a Dio, il mio corpo è perfetto per contenere e misura il giusto per restare “coi piedi per terra”.

Viviamo in un mondo di diversità piena di bellezza dove ogni tipologia di donna ha la possibilità di esprimersi. Non dobbiamo indossare l’uniforme: possiamo essere ciò che siamo migliorando sempre più, assomigliando a noi stesse raggiungendo i nostri naturali e selvaggi risultati.

NON MI SPOGLIERÒ MAI!

Lei mi guarda. Sa che è arrivato il momento. Sdraiata sul lettino in riva al mare – un mare cristallino – è vestita ancora del suo prendisole. «Al massimo lo posso togliere, ma non mi alzerò per andare a fare il bagno. Figurati per passeggiare sulla spiaggia! E poi l’acqua salata mi fa allergia…» Sa bene che sono solo «storie vecchie» e il suo cuore batte forte: è arrivato il momento di fare un passo verso sé stessa, verso il suo corpo.

Mi guarda, i suoi occhi lacrimano e non è il vento a farli lacrimare. In lei vedo me stessa e tutte le volte che ho faticato a mostrare il mio corpo. Eppure dicevano che ero bella, ma allora credevo che volessero solo “approfittare” di me, come se fosse possibile senza il mio consenso, ma l’ho dovuto imparare: adesso l’ho imparato!

Restando ferma in quella memoria, le chiedo di accompagnarmi in una passeggiata lungo la spiaggia. Non avremmo fatto nulla che lei non scegliesse di fare: era una promessa. Mi racconta di quanto sia difficile per lei mostrare le sue forme. Sento la sua colpa di essere così com’è, la paura di mettere a nudo la sua anima. Esatto! È quella la paura vera che la tiene stretta dalla vita in giù, una «cintura di castità» che protegge la parte più importante di una donna: il suo femminile.

Le emozioni sono forti ed io non so che fare: mi affido a quella natura selvaggia, alle onde del mare che accarezzano le nostre caviglie, a Dio. Ci fermiamo un attimo e le chiedo di togliere il copricostume. La guardo mentre si spoglia e piange lacrime miste tra paura e liberazione. La cintura di castità è tolta ed è arrivato il momento della trasformazione: diventerà una corona, un copricapo che indosserà per tutto il cammino di ritorno, fino alla nostra postazione.

IL RITORNO A CASA

Ora sono io dalla parte del mare. Lei, con la sua corona dritta in testa fatta col leggero vestito che indossava, cammina fiera mostrando il suo corpo. Mi commuovo, l’abbraccio e sento fortemente che il suo e il mio cuore si toccano per un attimo, e c’è gratitudine. Chissà cosa è accaduto che l’ha fatta disinnamorare del suo corpo. Ma ora che importa? Il processo di trasformazione è avvenuto.

Una delle mie autrici preferite – Clarissa Pinkola Estés – scrive che «sostenere un unico tipo di bellezza è come essere inosservanti della natura. Non può esistere un unico tipo di uccello canterino, di pino o di lupo. Né di bambino, di uomo o di donna. Non può esistere un unico tipo di seno, di circonferenza, di pelle. |…| Per lo più, le donne sono alte o basse, grasse o magre, semplicemente perché hanno ereditato le caratteristiche fisiche degli avi, vicini o lontani.

Giudicare o malignare sulla fisicità ereditata da una donna produce generazioni di donne ansiose e nevrotiche. Esprimere giudizi distruttivi e inappellabili  sulle forme ereditate da una donna significa derubarla di parecchi tesori psicologici e spirituali assai preziosi. La si priva dell’orgoglio per il corpo datole dagli avi. Se le si insegna a disprezzare questa eredità, immediatamente e violentemente viene separata dalla sua identità corporea femminile con il resto della famiglia.

Se le si insegna a odiare il proprio corpo, come potrà amare quello di sua madre, tanto simile? O quello della nonna o delle sorelle? Come potrà amare il corpo di altre donne (e uomini) a lei vicini che hanno ereditato le forme e le conformazioni dai loro antenati? Attaccare così una donna distrugge il giusto orgoglio che prova per l’affiliazione alla sua gente e la deruba del ritmo naturale, dalle misure e dalla forma che questo ha. Fondamentalmente, l’attacco sferrato contro il corpo di una donna va lontano, colpisce quelli  che sono nati prima e che nasceranno dopo di lei»

Molte di noi hanno fame di essere adeguate o adatte: questa è la fame che divora la bellezza.

Possiamo essere affamate sì, ma di rispetto e accettazione

Dentro ciascuna di noi c’è una donna che con ostinazione vuole uscire per essere vista, e si sta sbracciando per farla finita con le «proiezioni irrispettose degli altri sul suo corpo, il suo volto, la sua età» Quando tutto si acquieta e la disperata ricerca di perfezione lascia il posto all’accettazione, come per magia il corpo si trasforma. Lo specchio – nemico di sempre – riflette ora una nuova illusione, più luminosa  e sorridente. Ecco che ci siamo accorte. Ecco che il vestito che era una cintura di castità, diventa una splendida corona da indossare con orgoglio.

Ogni donna ha il suo vento che non ha bisogno di rincorrere: le basta lasciarsi trovare da esso

Da anni il mio impegno affinché ogni donna possa ritrovare il suo tesoro segreto, nascosto proprio sotto i suoi occhi. Le basta soffiare sulle piume e sulle foglie che lo stanno coprendo, e farlo insieme è più facile. C’è un incontro residenziale che da cinque anni ospita gruppi di donne che hanno la volontà di riscoprire il loro infinito potere personale:  Il Potere dell’Energia Femminile.  Il prossimo sarà sull’Isola di Zante (Grecia) dal 13 al 20 Giugno 2019, una settimana di mare, sole, sorellanza e consapevolezza. Le iscrizioni sono aperte e l’evento è in SUPERPROMOZIONE fino al 15 Dicembre 2018. Se ti va di conoscere i dettagli, clicca su questo link  ➡➡➡ http://bit.ly/2iT9zDV

(nella fotografia le ragazze della IV Edizione – Isola di Formentera – 2018)

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2 Comments

  1. Carlotta Violetti ha detto:

    Indiscutibilmente vero <3

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