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IL DENARO NON E’ LA VERA RICCHEZZA
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SE IGNORI IL CAMBIAMENTO, RISCHI DI SCOMPARIRE

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Il momento che segue la perdita di qualcosa o di qualcuno è una piccola o grande fine del mondo. Tutte le cose belle che erano racchiuse in quelle circostanze si mescolano con tutto il nuovo che ci riserva il futuro: e nasce la paura.

I cambiamenti trasformano letteralmente la nostra vita: alcuni sono così repentini da farci perdere il senso di chi siamo. La nostra identità costruita intorno a una roccaforte fatta di convinzioni e momenti che diamo per scontati, viene improvvisamente scossa dal terremoto del cambiamento. Tutto intorno a noi crolla e ci ritroviamo in mezzo alle macerie. Seduti a terra, pieni di polvere e il nulla intorno a noi potrebbe far cadere nella paura e nella depressione anche il più forte.

Ma c’è una domanda che possiamo fare a noi stessi proprio in quei momenti: «Se non avessi paura, cosa farei?». Lasciarci ispirare da questa domanda può moderare la paura e metterci nella condizione di spingerci oltre ogni aspettativa, iniziando ad apprezzare – partendo proprio da quel momento – la vita.

INEVITABILE

Non possiamo evitare le scosse alle quali – di tanto in tanto – la vita ci sottopone. Ma possiamo scegliere se lasciarci sopraffare da esse o fermarci il tempo necessario per riprendere fiato, e poi continuare svoltando l’angolo con una sola volontà: trovare una nuova energia.

Questo è in sintesi il perdono: una scelta di progresso verso una visione nuova, con il cuore grato per ciò che è stato e gli occhi pieni di speranza per ciò che sarà.

A volte non abbiamo idea di dove stiamo andando pur avendo obiettivi certi, ben strutturati, scritti a modo e che seguono tutti i canoni universali. Non sappiamo quali potranno essere gli eventuali ostacoli, le battute d’arresto e perfino i terremoti che ci scuoteranno fino a fermarci. Ma quando accadono, possiamo pensare ad essi in due modi: come a una sventura oppure a un momento di riflessione. Entrambi i modi sono corretti perché porteranno a un risultato. Dobbiamo solo scegliere sul momento qual è il più conveniente per noi, perché lì sta la differenza – come sempre – tra avere ragione o essere felice.

«E se provassimo per un attimo a considerare la fine di qualcosa un inizio?» Capita spesso di sentir dire questa frase ma a volte manca la motivazione a crederci davvero. Prendendo ispirazione dal personaggio di Ridolino del libro «Chi ha spostato il mio formaggio?», vi invito a scrivere su un foglio «Se non cambi, rischi di scomparire». Tenete il foglio a disposizione di ogni cambiamento, come promemoria e verificate cosa accade.

Sapeva di aver imparato qualcosa di utile dai suoi amici topo, Sniff e Scurry, riguardo a come andare avanti. Mantenevano la vita su dei livelli semplici: non analizzavano le cose in maniera eccessiva, né le rendevano più complicate del dovuto. Quando la situazione cambiava e il formaggio veniva spostato, loro cambiavano e si spostavano con il formaggio. Era una cosa che si sarebbe ricordato. |…| Comprese che il modo più rapido di cambiare è ridere della propria follia (Chi ha spostato il mio formaggio?)

 

Aspetta un momento! Magari ti interessa sapere che esiste una tecnica facile per imparare a fluire nel cambiamento migliorando la tua vita personale, professionale, di coppia, raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissata e modificare le tue condizioni economiche. Se ti va, clicca sul questo link per saperne di più ===> http://bit.ly/2xzN76f

 

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