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SE NON VINCIAMO INSIEME, NESSUNO VINCE!

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Sembra che in uno scontro a due non ci sia modo di uscirne entrambi vincitori, ma non è così! Un modo c’è se ci rendiamo disponibili a scoprire e accettare un pensiero più elevato e a metterlo davanti alla rigidità. Ti domanderai come farai a riconoscerlo nel trambusto di una discussione. Ci vuole un po’ di allenamento, certamente, e queste sono le sue caratteristiche:

  • È calmante e rende disponibili
  • Non limita ma espande
  • È produttivo e non cerca giochi di potere e scontri ma soluzioni

 In una coppia, il pensiero più elevato può essere formulato indifferentemente da uno dei due partner, permettendo all’altro di seguirlo prontamente portandosi allo stesso livello, se lo desidera

Possiamo anche riflettere su ciò che sta accadendo: «Costa sto creando con questo comportamento? Cosa sto attraendo?» E poi riflettere su quali pensieri hanno prodotto un simile risultato. Il momento più adatto dove questa analisi è necessaria, si manifesta quando il nostro partner ha una reazione sgradevole nei nostri confronti. Ecco, questo è un momento delicato perché la tentazione di sollevare il muro dello scontro è molto appetitosa. Ma se abbiamo la forza di guardarci dentro e capire come abbiamo potuto generare questo comportamento, certamente l’attenzione cambia e cominciamo ad assumerci la responsabilità di aver attratto nella nostra vita un tipo di persona che dimostra tali comportamenti.

Dobbiamo lavorare su noi stesse per innalzare il nostro livello di pensiero e chiediamo al nostro partner di fare lo stesso: i risultati saranno straordinari!

Questa apparente semplicità che spesso troviamo sui post o nei libri spesso non corrisponde alla realtà. No, non è una passeggiata aggiustare una relazione affinché si orienti verso una conversazione che costruisce anziché distruggere. Puoi partire, per esempio, da una domanda: «Cosa c’è in lui (o lei) che non mi piace?” Fai un elenco dettagliato e quando hai terminato, ecco un’altra domanda: «Ciò che condanno in lui (o lei) in quale modo mi rappresenta?» Se per esempio non ti piace di lui il fatto che sia disordinato e lasci calzini e mutande in giro per casa anziché nel cesto della biancheria sporca, puoi domandarti in quale area della tua vita ti giudichi disordinata. O forse sei arrabbiata con te stessa per non essere riuscita in qualcosa e trovi la scusa dei calzini per sfogare un po’ di quella rabbia?

Le incomprensioni nascono sempre dalla mancanza di ascolto. Non ascoltiamo noi stesse e le nostre esigenze, non le verbalizziamo dando all’altro la responsabilità di «leggere tra le righe». O ancor peggio, diamo per scontate un sacco di cose. Ma la vita in generale e in particolare quella a due è tutt’altro che scontata!

Non ascoltiamo gli altri, chiudiamo ogni tipo di comunicazione facendo diventare il lamento un’abitudine anziché prenderci il tempo di sedere una di fronte all’altro e capire cosa sta succedendo, sentendo le emozioni, andando oltre le parole. Ci vuole coraggio e volontà a stare in una relazione con l’intento di farla crescere e prosperare. E ci vuole conoscenza, prima sé e solo successivamente potremo conoscere l’altro: è presuntuoso pensare che sia vero il contrario.

Ci vuole amore, e non parlo di quello romantico, da batticuore. Intendo l’amore di qualità che non misura quanto tempo stiamo insieme o «ciò che mi dai se io sarò come tu mi vuoi e ciò che ti darò se tu sarai come io ti voglio».

Le relazioni, qualunque relazione, si costruisce giorno dopo giorno, con attenzione e quella voglia di condividere, di innalzare e sostenere innanzitutto sé stessi. Altrimenti, mi spieghi dove trovi l’energia per sostenere gli altri?

 

E proprio alle relazioni verrà dedicata un’intera giornata il 7 ottobre 2018 – dalle 10 alle 18. È un’esclusiva al femminile e considerata la delicatezza dell’argomento, i posti a disposizione sono solo 10. Se vuoi sapere di cosa si tratta clicca su questo link ➥ http://bit.ly/2N0dtbD

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